venerdì 3 gennaio 2014

Frozen: Il Regno di Ghiaccio - [RECENSIONE]

Bella.

 
Ok, ce lo piazzo subito così ci mettiamo tutti l'anima in pace. #"C"rindondanti

Anzitutto Dramma #capital-D generale per non esserselo visto in THREE Dì!! all'IMG del Candiani, dove ce lo saremmo goduti assordati da un esercito avvolgente di casse audio kattive e con una qualità video #ehehMicaCazzi non indifferente, ma vabbè...
 
No Aspé, "vabbè" un par de cojoni, IMG MA COME CAZZO FAIIIIIIiiIiIiIiI111I1I1 a mettere Frozen, il "filmone" natalizio della Disney a 9 #NOVE!! giorni dall'uscita nelle sale italiane, alle - e solo - 16.45 del cristo di un Venerdì pomeriggio (?!?!) #AreYouFuckin'Kiddin'Mee?!?! vincolandoci di conseguenza ad andare all'Uci del Marcon dove - sì - ho lo sconto ma non le uberpheegate dell IMG stesso?!?
 
Tant'è che nel momento in cui scrivo, non potendoci credere, sono tornato sul sito e guarda un po', #hah-ah!
 

#Soorpreesaaa!!1!
#UAAAAAARRGHH!!11!11

Via!

#laTramaèSemplice. 
Nel Regno di Arendelle (ancient Scandinavia) la principessa Elsa, primogenita della famiglia reale, vanta fin dalla nascita il potere di creare e manipolare il Ghiaccio. Potere che però non riesce a controllare e la porterà, causa incidente emotivo, a "congelare" l'intero Paese in un'Inverno senza fine, dal quale fuggirà poi impaurita nonché accusata di stregoneria;
 
la più giovane Anna partirà quindi alla ricerca dell'amata sorella accompagnata dal venditore di ghiaccio Kristoff, la sua renna Sven e dall'improbabile pupazzo di neve #vivente Olaff.
 
 
- LA REGIA, L'ANIMAZIONE -  
 
Oh, andrò ripetendomi, ma anche qui scriverò che "la Regia è buona" e che i "problemi" se possiamo definirli tali ('desso mi spiego), risiedono nella sceneggiatura.
 
 Così come Jackson è un Regista di mestiere, i cineasti della Disney hanno alle spalle una storia cinematografica e delle chiavi visive che continuano a propinarci da intere generazioni sulle quali costruire un film "brutto" è quindi molto difficile.

Per questo 53° classico Disney ne consegue tanto per cambiare un avvincente linguaggio visivo, facendoti andare in brodo di giuggiole #ModiDiDirerulez ogniqualvolta ti vedi danzare sullo schermo anche la più semplice delle espressioni facciali o movenze così naturali ed universali che sei tipo



 
#OOOOoooooohhhh..
.
Non è un caso che Frozen sia stato venduto, durante la campagna pubblicitaria, con un tirato "Dagli stessi autori di Rapunzel";
 
i modelli e le animazioni viaggiano all'interno dello stesso comparto tecnico: siamo davanti ad una rinascita dell'Animazione di casa Disney (e NON Pixar), che d'ora in avanti risulterà ben distinguibile dalla geniale figliastra e non più una sua patetica imitazione. #cough #qualcunohadettoBolt?
 
Unica pecca è forse proprio la forte somiglianza visiva fra le due pellicole: lo stile, pressoché identico, se in futuro andrà mantenendosi su questi binari vincolerà gli artisti a rappresentazioni schematicamente stereotipate dei personaggi umani, che oltre le peculiarità fisiche non potranno contraddistinguersi da un'animazione all'altra e quindi col costante alone addosso & pregnante di "già visto".
Ma al contempo è proprio questa sua peculiarità a rendere sempre vincenti, sul piano visivo, le recitazioni di persone ed "animali" (Maximus in "Rapunzel" e Svenn in "Frozen"). Osservare quegli occhioni circondati da quelle sopracciglia e nasi e labbra volteggiargli attorno così armoniosamente ti porta in automatico #onehundredpercent a tifare ed a provare identificazione per loro.
 
                     #Rapunzel+Flint <3<3<3

                                                                                     #Anna,Olaff,KristoffandSvenn
 
Registicamente parlando, si denota, in Frozen, una forte economia di mezzi nei fronti dell'ambientazione e degli effetti speciali, dovuta alla considerevole riduzione del budget a disposizione (si parla di 150 milioni di $ contro i 260 de "L'intreccio della Torre"). Un taglio che sì, si percepisce, ma che al contempo concede una maggiore teatralità all'atmosfera che si crea attorno ai personaggi: le loro recitazioni, i loro dialoghi acquisiscono ben più rilievo essendo gli unici elementi forti in scena ed a cui - da spettatori - potersi aggrappare.
Insomma, un lesinare degli elementi di scena che però io non vedo come così negativo, anzi! Ciononostante la neve, quando calpestata e mossa dai personaggi, si fa ammirare nella sua "pienezza" e... Cacchio... "Nevosità"! Roba che hai voglia di buttartici a pesce. #brrrr
 
 
- LA SCENEGGIA, LE MUSICHE -
 
Passiamo quindi alle note #uhuhuhuh #tu-tun-stishh!! dolenti.
 
A livello di trama e sviluppi, questo progetto è veramente un "classico": un viaggio avventuroso dell'eroina, attraverso un preciso mondo-ecosistema, il cui termine conduce la stessa ad avvalersi del potere forte ("l'Amore") per vincere se stessa ed il cattivo di turno.
 
Nel mentre della visione penso possano risultare lampanti a tutti le varie tappe che gli eroi si ritrovano a percorrere, un qualcosa di molto cadenzato e "telefonato" [ #thanksDoc ---> con (parlando di sceneggiature) "telefonato" s'intende aggettivare ovvietà logiche stereotipate di film scritti male, e riconducibili alla "stronzaggine" dello sceneggiatore nel non aver voluto impegnarsi seriamente durante la stesura del passaggio in questione e quindi guadagnarsi la pagnotta come un professionista Serio].
 Sebbene la prevedibilità si faccia sentire e non poco, non è in quella il cuore della questione;
 
Fior fior di film sono stati costruiti sulla base dei soliti tramacci, che non
vengono fatti pesare se, sopra, le Storie vengono girate con abilità.
 
Personalmente, ho riscontrato delle noie nelle sequenze musicate, nella mediocre caratterizzazione di alcuni personaggi secondari e nella mancanza di un nemico forte a emblema di un conflitto poco sentito.
 
Lo ammetto, lo ammetto #ihihihihi, sono uno di quelli a cui piacciono i MusicalsCol tempo ed una piccola spintarella dell'Opera ho cominciato a guardare con interesse ed ammirazione al Canto. Lo considero una forma potente di espressione, che insieme alla Musica riesce a toccare come nessun'altra Arte le più recondite corde dell'Animo umano. #mecojoni  
Un messaggio espresso attraverso le suddette permette di ottenere una forza di mediazione all'interno di una sintesi temporale cinematografica/teatrale unica e #noncisonocazzi irraggiungibile da dei dialoghi o sequenze nello stesso medesimo lasso di tempo. 

  Come la Poesia! #ol'ArteSequenziale #Sìl'hoDETTO!!11!1!! #MADAFFFACAAAAH
 
Che poi è considerabile poesiaMA COMUNQUE (!!)...
 
Frozen è MOLTO Musical.
Il che si può tradurre in un pericolosissimo motivo di distrazione in un prodotto commerciale rivolto ad un pubblico medio che, da quello che ho potuto constatare, non è disposto a molti compromessi con le Canzoni, sottostandovi a livello narrativo. Ma si può anche tradurre come un motivo di coraggio da parte della Disney di voler tornare alle sue radici, il che merita una bella spolliciata #up.
Purtroppo le rogne dove cadono: le parti musicate funzionano nei grandi Classici perché abilmente dosate nel corso dell'avventura, ma soprattutto perché - come ho suggerito lì sopra - svolgono la funzione di intermediare sinteticamente quanto emotivamente i conflitti interiori dei personaggi principali. Il tutto incorniciato da quelle fantastiche traduzioni italiane cantate da alcune fra le fantastiche voci del panorama nostrano.
 
Sfido chiunque a non provare ragione di EMOZIONARSI con - ad esempio - il drammatico ma al contempo eroico "sfogo" di Quasimodo ne "Il Gobbo di Notre Dame". E se dite di "NO" #eheh state mentendo a voi stessi, rotti in culo!! #:))
 
 
Con Frozen assistiamo invece ad una compressione del grosso delle canzoni nell'intera prima parte che spesso "deludono" a livello di contenuti proprio perché sparate una dietro l'altra intermezzate da qualche botta e risposta. Arriviamo così a motivetti del genere,
 
che sebbene "allegri" e "teneroni" avrebbero acquisito molta più forza
se collocati nel mezzo di consistenti archi temporali non musicati.
 
Per farvi capire, questa, da quel poco che ricordo, credo compaia nei primi 15-20 minuti del film, in un momento in cui noi - Pubblico - non abbiamo ancora avuto un'occasione profonda per immedesimarci in Anna, la protagonista. Siamo divertiti dalla ridicolezza della scena, ma non proviamo simpatia ne contentezza per Anna perché tutto quello che sappiamo di lei è che è una fia allegra e spensierata a cui piace cantare. #'sticazzi
 
A peggiorare le cose, la Traduzione Italiana per i testi cantati. In certi punti è davvero fastidiosa a sentirsi. Ad esempio, inserisco qui sotto una clip cantata da Elsa, la "strega" cacciata dal suo castello e che si inserisce in un momentum molto simile a quello di Quasimodo ne "Il Gobbo di Notre Dame".
Confrontatele.
Sono io o siamo proprio a universi di distanza, a livello in primis di Testi ma anche di Tematica?
 
Quasimodo GRIDA al mondo la PRIGIONE che il suo provvidenziale aspetto gli ha imposto, Elsa è una figa di principessa gnocca in grado di comandare il ghiaccio diventata ora REGINA di un popolo che NON la respinge veramente. Va ad inerpicarsi sulla montagna sì per una sua paura, ma questa non viene enfatizzata e per come se la canta quella quassù dà l'aria di una cristo di SCAMPAGNATA, per Giove!!     
 
"La neve che cade sopra di me copre tutto col suo OBLIO" non si può sentire e - cazzo - "Ormai la tempesta nel mio cuore IRROMPE GIA'" è un palo nel culo poi estratto ed intocciato per bene nell'orecchi. #arrrgh
 
Ma anche come vocalità; Serena Autieri brava #percarità e ne riconosco il virtuosismo, ma figa a 1:09, in "Scorderò quel che so e da oggi cambierò" quei due "salti" - non so come si definiscano - timbrici (?) in "... che so..." e "... cambierò..." son pesanti da digerire.
 
Od, almeno, io li ho trovati tali.
 
 
Per quanto riguarda i personaggi secondari, che ce ne siano alcuni di spassosi #OlaffNELCUORE, è vero, ma altri risultano spenti e stereotipati secondo un'ottica da animazione di Serie B, ma non solo concettualmente: da come potete vedere, anche graficamente non devono aver rappresentato uno grande sforzo immaginativo per la loro realizzazione.
 
E così come quelli secondari - non inserisco immagini onde evitare SPOILER - il CATTIVO della pellicola non si fa sentire; ed è un peccato, perché mi aveva convinto su diversi fronti, ma a causa di un suo scarso approfondimento psicologico ed al breve tempo concessogli per "operare", risulta più come l'ultimo scoglio che come la montagna che dei veri Eroi dovrebbero ritrovarsi a superare nella PROVA FINALE.
 
 
 Sia ben chiaro: Frozen NON è un "brutto" film...  A delle regazzine piacerà senza dubbio, ma manca di quella grande "pienezza" in grado di soddisfare grandi e piccini che ha contraddistinto i suoi predecessori.

Vede pecche notevoli sulle spalle di un gigante quale è la Disney, che tuttavia pare stia trovando una propria strada nell'Animazione Digitale. Il che è un bene e fa ben sperare per il futuro!
#speremo






2 commenti:

  1. Risposte
    1. =))

      p.s.: ahah, non credo freghi a qualcuno (T.T) ma a breve riprenderò col Blog, che l'ho lasciato LEGGERMENTE ammuffire negli ultimi... ehm... ventordici mesi...

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